Non darmi ragione

Non darmi ragione. La Verità non appartiene a me. Se te ne ho portato un frammento, non è un mio vanto. Non ne voglio per questo. Non darmi ragione. La Via della tua Vita segua la Verità che hai scoperto.
martedì, 10 novembre 2009

Barcellona - settembre 2009 (Act 2)

Finalmente ho il tempo di raccontare la vacanza che S. ed io abbiamo fatto a Barcellona in settembre. Un unico post sarebbe però troppo lungo e quindi dividerò il racconto in più parti.

Act 2 - Modernismo a Barcellona
 
La guida di Barcellona insegna a destreggiarsi per la città attraverso un itinerario per conoscere le opere del modernismo. S. ed io non abbiamo però seguito l'itinerario, scoprendo che anche altrove nella città è possibile attribuire palazzi ed edifici allo stile di tale architettura.
Ci siamo imbattuti quasi per caso nel mercato di Santa Caterina, notandone il caratteristico soffitto ondulato e policromo. Poi abbiamo letto dell'appartenenza della costuzione a quella corrente.
 
Come arrivare a definire quando un'opera sia modernista o meno? 
Ecco a riguardo la regola che mi sono dato a partire dalle mie nuove conoscenze.
"Se, dove dovrebbe esserci un elemento utile, si trova invece un orpello tutto curve, è modernismo".
 
Parc Güell è il luogo dove è possibile vedere in più aspetti il modernismo.
Un luogo suggestivo ed unico al mondo, che personalmente apprezzo maggiormente in quanto tale.
La suggestione del modernismo sta infatti nella sua peculiarità, nel modo con cui nulla è tradizionale e atteso. Incontrare, come dicevo sopra, nella teoria dei palazzi e delle case una costruzione modernista suscita sorpresa ed ammirazione. Immaginare un intero quartiere in edifici modernisti provoca il mal di testa ai soggetti più sensibili (me compreso).
A Parc Güell il maggiore dei modernisti operanti a Barcellona, Gaudì, ha reintrepretato soffitti e scalinate, terrazze e colonne.
Qui una gran parte delle opere attira l'attenzione per l'uso che l'artista ha fatto del colore, scegliendo toni accesi ed elevati contrasti. Caratteristico il mosaico policromo che diventa il manto degli animali, la lucertola ed il toro, divenuti un emblema della città stessa.
 
La Sagrada Familia è un'altra delle più celebrate espressioni del modernismo. Attualmente ancora in costruzione secondo i disegni di Gaudì, celebra la cristianità riprendendo le linee del gotico e i gruppi scultorei in uso all'epoca.
Ha due facciate, una illuminata la mattina dedicata alla Natività, mentre il pomeriggio la luce cade su quella della Passione. Innalzati sulle guglie trionfano i simboli eucaristici.
Celebrando forse la linea curva come costituente delle forme viventi, la scalinata della discesa è stretta, tortuosa e lunga in modo da apparire dal basso identica ad una conchiglia di mollusco. In alternativa si scende e si scende con lo stesso ascensore, decisamente più comodo e meno interessante.
L'elemento più inatteso sono state per me le colonne della volta centrale, ramificate come appartenenti ad un albero. Se l'originale gotico aveva nell'arco a sesto acuto anche il modo di sorreggere il peso della volta, qui Gaudì ha voluto discostarsi drasticamente. Non ho certezza tuttavia che a sorreggere la struttura non fossero quelle colonne, ma una trave reticolare sul soffitto. Chiederò ad un architetto, prima o poi.
 
Se Parc Güell è sorprendentemente vivace e la Sagrada Familia ispirata, la Pedrera è dissonante. A cominciare del piano superiore, realizzato a somiglianza delle vertebre di un rettile, passando per i lucernari disposti asimmetricamente, per arrivare ai comignoli di un tetto corredato da scale che salgono e scendono per restare sullo stesso tetto.
La mobilia, né pratica né ergonomica, lascia dubitare che il modernismo applicato agli interni possa creare un'atmosfera confortevole. 

Nella foto superiore: La scalinata all'ingresso di Parc Güell.
Nella foto inferiore: Con lo sfondo della Sagrada Familia.
(scatti di S.)
 
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lunedì, 09 novembre 2009

Al crollo del muro

Venti anni fa la gente dell'Europa Orientale ha abbattuto un muro.

Si era avuta la sensazione che volessero allontanare un Regime odioso.

Annientare uno Stato che era insensibile ai bisogni dei deboli.

Abbattere una burocrazia che impediva di professare una religione.

Si sognava una Europa dove il sistema politico fosse fondato sul rispetto dell'Uomo.

Oggi assistiamo al diffondersi di prassi eugenetiche ed i giudici impongono di togliere il Crocefisso.

Il muro che è crollato non ha provocato l'abbattimento di ogni steccato, ma una reazione che ha costruito differenti, invisibili e spessissimi muri.

 

Il Muro di Berlino innalzato sotto al Parlamento Europeo

(Immagine:  Il Muro di Berlino innalzato sotto al Parlamento Europeo. Fonte: wikipedia)
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domenica, 08 novembre 2009

Barcellona - settembre 2009 (Act 1)

Finalmente ho il tempo di raccontare la vacanza che S. ed io abbiamo fatto a Barcellona in settembre. Un unico post sarebbe però troppo lungo e quindi dividerò il racconto in più parti.

Act 1 - Catalogna e Castiglia
 
Prima della mia visita a Barcellona in compagnia di S., pensavo che avrei visitato una città della Spagna, oggi mi domando invece se questa città si trovi Spagna per intero.
Più di una volta entrato in un locale mi è stato portato il menu in due lingue. Un menu che non era pensato per turisti provenienti da paesi anglofoni, arabi o estremorientali, bensì scritto in catalano e castigliano.
Non si trattava però di un vezzo folcloristico, né della presa di posizione di esercenti vari. La doppia lingua è un uso sostenuto anche nelle opere pubbliche.
Il terminal dell'aeroporto, su cui è confluito nuovo traffico proprio in quei giorni, aveva i cartelli in tre lingue: castigliano, inglese e catalano.
Insomma da questo punto di vista Barcellona mi ha ricordato Bolzano, per quanto avviene con italiano e tedesco.  
 
I catalani esprimono quindi con evidenza la loro diversità dai castigliani.
Sospetto anzi che lo scarso entusiamo dimostrato per le vie a fronte delle due vittorie della Spagna calcistica, che hanno valso la qualificazione ai Mondiali del prossimo anno, non sia conseguenza unicamente di un risultato scontato.
Sospetto che una piccola parte della catalogna calcistica creda che la vera "nazionale" di calcio sia il Barcellona.
Tra l'altro spiccava ed era visibile da più di un belvedere un manifesto di dimensioni spropositate che inneggiava al più celebre acquisto del calciomercato estivo, il bomber Ibrahimovic che fu in forza alla nostrana Inter.
 
Non bastasse ciò, esiste la leggenda che quando il governo di Madrid impose di modellare le città con strade parallele e perpendicolari, diede l'argomento risolutivo per lo sviluppo del modernismo in catalogna.
Molte mete turistiche di Barcellona sono infatti legate a palazzi, aree e monumenti che celebrano l'ingegno umano tramite strutture curve.
Nei giorni della visita ho avuto modo di spostarmi per la città per vederne alcune tra le più rappresentative.
D'altra parte bisogna riconoscere ai castigliani che le direttive per la pianificazione urbana hanno portato ad ampie strade spesso completate da piste ciclabili.
 
Comunque ho ritenuto a ragione conveniente e rapido servirci della metropolitana.
Nelle mia esperienze di Bucarest e Praga avevo constatato che i trasporti sotterranei avessero la medesima estensione ed efficienza di quelli a cui sono abituato a Roma.
A Barcellona sono impallidito di stupore. A plaza de Catalunya convergevano cinque linee.
Lì era solo uno dei capolinea dalla città. Non avevo ancora idea di quanto fosse distante la situazione delle nostre metropoli con le maggiori città europee.

In foto: sulla Pedrera con veduta verso la Sagrada Familia (scatto di S.)
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sabato, 07 novembre 2009

La domanda di Nicodemo

In alcune occasioni scrivo nel blog gli insegnamenti ricevuti alla scuola di vita francescana. Questi post non hanno intento didattico o polemico, ma sono presenti per l'importanza che hanno tali insegnamenti come fatto personale.

Secondo segno: il funzionario del re. 

C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. 
Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: "Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui". Gli rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio". 
Gli disse Nicodèmo: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?". Gli rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.  Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.  Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito". 
Replicò Nicodèmo: "Come può accadere questo?". Gli rispose Gesù: "Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza.  Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?  Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna". (Gv 3, 1-15) 

Il colloquio di Nicodemo comincia con una affermazione a cui Gesù replica con una risposta. Il fariseo si dichiara convinto che il Rabbì venga da Dio.  

Questa affermazione premette non una, ma molteplici domande.
Per comprendere attraverso un esempio banale, si può considerare la frase "Riccardo viene da Ostia".
In ragione di ciò, Riccardo implicitamente è una persona a cui chiedere in quale posto si mangi bene ad Ostia, le zone del quartiere dove sia più confortevole o economico abitare, la strada più comoda per arrivarci da Roma, che caratteristiche abbiano quelli che vivono nel quartiere.
Proseguendo nell'esempio, Riccardo potrebbe parlare degli abitanti di Ostia, raccontando che in gran parte scelgono le scuole e frequentano le attività del quartiere, sono abituati al traffico ed alla confusione, amano stare al mare fino a sera in estate.

Il testo non riporta quale fosse la domanda che Nicodemo avrebbe voluto porre. La risposta di Gesù descrive le caratteristiche di coloro che sono presso Dio.
C'è una nuova nascita, innanzitutto, la nascita di una creatura nuova che come tale non è allineata alle consuetudini della società.
Una creatura descritta come il vento. Una presenza tangibile eppure non contenibile, non contenibile ed identificabile entro unità di misura umane.
Qualcuno che non è soggetto semplicemente all'obbedienza nel vincolo della Legge, ma la completa con la trasformazione del proprio cuore. Nicodemo è appunto rimproverato di essere maestro nella Scrittura e non conoscerne il limite. 
Infine, Gesù parla di se stesso ponendosi ad immagine di tutti coloro che vengono dallo Spirito.
Scrive infatti San Paolo "E come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo l'immagine dell'uomo celeste." (1Cor 15,49).
L'uomo che viene da Dio è immagine del serpente innalzato, è il Crocefisso che porta la Salvezza a chi lo guarda. La Vita dell'Uomo nuovo comincia dalla Croce.
San Francesco d'Assisi è immagine di Cristo ed aveva nelle sue carni le medesime piaghe.

La domanda che vorrebbe porre Nicodemo non importa all'Evangelista.
La richiesta che formula il testo al lettore è la disponibilità a rinascere a questo modo.

Il legame con il primo segno è la necessità di liberarsi di progetti ed aspettative che non corrispondono a questa traformazione per il Regno. Una purificazione di cui il Santo di Assisi insegna predicando l'umiltà.

Il legame con il secondo segno è la richiesta fatta di credere all'annuncio di quella Salvezza che, attraverso la morte, porta alla vita eterna. 

Gesù insegna a Nicodemo

(Immagine: Gesù insegna a Nicodemo. Jacob Jordaens. XVII secolo. Fonte: Wikipedia)

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venerdì, 06 novembre 2009

Se viene tolto il Crocefisso...

In relazione alla sentenza di Strasburgo, un simbolo religioso ha effetto discriminatorio e quindi è lecito chiederne la rimozione dai luoghi pubblici di proprietà dello Stato.

Un Crocefisso viene qualificato tale, nonostante la storicità della presenza dei Cristiani in Europa, nonostante le innumerevoli opere d'arte che la vicenda del Cristo ha ispirato, nonostante le scienze umane non possano prescindere dal confronto con il Creatore.
Un Crocefisso è simbolo religioso perché è possibile tramite esso rivolgersi verso Dio in preghiera.

In nome di questo principio certamente a breve sarà eliminato ogni riferimento al nord del globo terrestre.

Poco importa infatti che si tratti di un punto di riferimento geografico e basato su proprietà fisiche.
Alcune religioni infatti utilizzano la guida dei punti cardinali per rivolgersi in preghiera all'Onnipotente.

Un credente maturo sa che ogni attività umana diventa occasione di preghiera.

L'applicazione di questa direttiva non sarà che ulteriore prova di una realtà che tutti sperimentano e pochi negano.

L'Uomo senza Dio è smarrito.


Cristo cade sotto la Croce.

(Immagine:  fotografia di un dipinto del XIX secolo raffigurante "Maria Stella Maris". Fonte: wikipedia)
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giovedì, 05 novembre 2009

Il Patto di Lisbona

Possiamo constatarlo ogni volta che siamo raggiunti da una notizia come questa e considerare che anche lì il nostro voto è soggetto ad essere ribaltato dai giudici.
 
L'attuale esperienza politica europea è fallita.
 
In favore del profitto, solo dio che l'europa riconosce, l'Uomo è annientato in nome dello Stato.
 
Dopo il Patto di Lisbona, confidiamo in Dio e speriamo in un nuovo Giovanni Paolo II.

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». (Mc 8, 38)

Cristo cade sotto la Croce.

(Immagine:  Cristo caído - Nicola Fumo - 1698. Fonte: wikipedia)
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mercoledì, 04 novembre 2009

Il denaro nel tempio

Riprendo le attività alla scuola di vita francescana. Riprendo anche a parlarne qui sul blog, non con intento didattico o polemico ma esclusivamente per descrivere un fatto personale.

Secondo segno: il funzionario del re

Nel Vangelo di Giovanni un lungo discorso segue il racconto della maggior parte dei segni.
Non ci sono invece discorsi a spiegare il senso del primo e nel secondo segno. Invece ci sono alcuni passi che sono legati ad entrambi.

Gesù scaccia i mercanti dal tempio (Gv 2,13-25), trovando nel luogo espressione di amore per il denaro invece che per Dio.
Come le giare devono essere riempite d'acqua, così il cuore deve svuotarsi della ricchezza per accogliere la Gioia. 
Come il funzionario del re si reca alla ricerca di Gesù, così un uomo deve cercare la Parola per arricchirsi di Dio.

Francesco, tornato dalla Terra Santa, ordina la distruzione di un convento costruito in sua assenza, quando vede l'attaccamento che aveva generato nei frati.
Chiara, nel tempo in cui le religiose ricevevano un rendita dalla famiglia, fa nel suo ordine la scelta inconsueta e rivoluzionaria di una vita in Povertà.

 
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martedì, 03 novembre 2009

Quando una madre dona il meglio

Cara S.,
anche se è bello sperare che vivremo assieme quello che ti pronostico ora, voglio scriverlo sul blog.
Se un giorno diverrai madre, saprai quanto sia difficile dedicarsi ad un figlio.

Scoprirai che ha enorme importanza che tuo figlio sappia che ti stai dedicando a lui.
Allora vedrai che anche tu terresti venti minuti al telefono tuo figlio o tua figlia per raccontare tutto quello che hai fatto per risolvere un suo problema, anche se nulla è cambiato.

Perfino adulti ed indipendenti, in fondo al cuore, non restiamo insensibili ad una persona che dona il suo meglio per noi. 
Un problema che resta diviene occasione per dare voce alla presenza materna.

Ed ogni tanto, è giusto che i padri prendano esempio.
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martedì, 27 ottobre 2009

Dieci Parole ripetute nel 2009

Dieci Parole
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lunedì, 26 ottobre 2009

Sesso e res pubblica

Il sesso è palesemente il più soddisfacente godimento che il denaro sia in grado di acquistare.

La cosa è nota al punto che quotidiamente siamo bersagliati da pubblicità che fanno leva sul desiderio sessuale per indurre ad un acquisto.

In ogni community possiamo trovare costante presenza di un uso di immagini allusive, con cui gli autori dei post attirano l'attenzione degli altri utenti.

Ogni essere umano ha il legittimo desiderio di cercare di vivere piacevolmente.

Chi ha molte ricchezze, in ogni epoca, ne fa spesso uso per circondarsi di donne o uomini che gli garantiscano distrazioni erotiche e sessuali. Un uso che la legge non condanna, se non collegato ad altri crimini.

Magnati e rampolli sono additati con invidia e perplessità per le numerose facili conquiste che esibiscono pubblicamente.

Lo stipendio di un qualsiasi uomo politico, Capo del Governo o Presidente di Regione, assicura da solo la possibilità di condurre un simile stile di vita

Questo lo so già nel momento in cui esprimo il mio voto. Non ritengo che l'intimità di un politico sia in relazione con la qualità dei provvedimenti che emana.

Giudico un mio rappresentante per i provvedimenti che prende ed il sostegno alle leggi che fornisce.

Ad ogni politico, mi permetto di suggerire di utilizzare la ricchezza guadagnata con tanto cruciale lavoro, in modo diverso.

Le Vere Gioie della vita sono molto maggiori del godimento sessuale e, non avendo nulla a che vedere con beni scambiabili, non possono essere acquistate.

Allusioni pubblicitarie
Pubblicità. Fonte: rete
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Utente: MynameisRik
Nome: Riccardo
Sono un tipo che sorride anche quando piove.


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